I follow-up, visite ed esami da fare dopo la diagnosi di leucemia linfatica cronica 

Come per molte altre patologie, la diagnosi rappresenta solo l’inizio del percorso per le persone con leucemia linfatica cronica (LLC). Proprio in un momento di smarrimento come quello che segue la conferma di una malattia oncologica cronica, è fondamentale ricevere supporto per comprendere le tappe che intercorrono tra la diagnosi e l’inizio del trattamento. Nel caso della LLC, questo intervallo può essere anche molto lungo.1a 

La fase della stadiazione 

Dopo la diagnosi di leucemia linfatica cronica è importante classificare la malattia in base al livello di attività, ovvero capire in che stadio si trova; la stadiazione, infatti, è molto importante per decidere se iniziare una terapia.2a 

Esistono 2 sistemi per effettuare la stadiazione: il sistema di Rai (utilizzato di più negli Stati Uniti) e quello di Binet (utilizzato di più in Europa).2b  

Per calcolare lo stadio utilizzando il sistema di Binet, occorre innanzitutto contare le aree corporee (collo, inguine, ascelle) nelle quali sono presenti linfonodi ingrossati (linfadenopatie), oltre che valutare l’eventuale ingrossamento di fegato e milza (epato- e spleno-megalia). Questa valutazione viene fatta dall’oncologo durante la visita e può richiedere esami radiologici di conferma.2Per completare la valutazione dello stadio di Binet occorrono anche i risultati delle analisi del sangue: in particolare è necessario capire se sia presente anemia (carenza di emoglobina) e se il numero di piastrine sia normale.3a La leucemia linfatica cronica è allo stadio A di Binet (malattia a basso rischio) quando i siti con linfonodi ingrossati sono meno di 3, in assenza di anemia e con un numero normale di piastrine. Se i linfonodi ingrossati sono presenti in 3 o più siti corporei, sempre senza anemia e con piastrine normali, si parla di stadio B di Binet (malattia a rischio intermedio). Lo stadio C di Binet (malattia a rischio elevato) si ha quando sono presenti anemia e ridotto numero di piastrine indipendentemente dal numero di linfadenopatie o dalla presenza di epatomegalia o splenomegalia.2c 

Quando si aspetta (e si osserva) prima di trattare 

In generale, per chi ha una malattia in fase iniziale senza sintomi (stadio Rai 0 o Binet A), non si inizia subito una terapia. Si fa invece una “sorveglianza attiva” nel tempo, finché non compaiono segni di peggioramento o sintomi legati alla malattia. Questo approccio viene anche chiamato “watch-and-wait”, che si traduce come “attendi e tieni sotto controllo”. In altre parole, al paziente non viene somministrato nessun farmaco per la LLC, ma viene tenuto sotto controllo con visite ed esami regolari.3b Infatti, diversi studi clinici hanno mostrato che curare troppo presto la LLC, nelle fasi iniziali e senza sintomi, non si traduce in un effettivo prolungamento dell’aspettativa di vita, risultando invece in una tossicità aggiuntiva.2a 

Nel corso dell’osservazione attiva, doversi sottoporre ripetutamente ad esami e a visite mediche pur non avendo sintomi può sembrare una scocciatura, ma è davvero importante. Infatti, i test e gli esami consentono ai medici di valutare nel tempo se la LLC è stabile o sta peggiorando (progredendo).1b In generale, secondo le linee guida ESMO,  il follow-up dei pazienti in sorveglianza attiva deve avvenire ogni 3 mesi nel corso del primo anno dopo la diagnosi. In seguito, però, la frequenza delle visite può ridursi, fino a diventare annuale. La scelta di prolungare gli intervalli tra gli appuntamenti con il medico viene personalizzata in base alle condizioni del paziente.3c  

La buona notizia è che gli esami previsti durante il follow-up dei pazienti in watch-and-wait sono poco invasivi: 

  • visita medica effettuata dall’oncoematologo; 
  • emocromo completo (ovvero l’esame del sangue nel quale si contano le cellule presenti); 
  • valutazione del livello di anticorpi nel sangue (per capire se il paziente ne produce in quantità adeguata per difendersi dalle infezioni); 
  • test antiglobulina diretto (per capire se il sistema immunitario sta attaccando i globuli rossi).3d,2d 

Quando si inizia a trattare 

I pazienti che già alla diagnosi sono a rischio intermedio (Rai I–II o Binet B) o ad alto rischio (Rai III–IV o Binet C) spesso beneficiano dell’immediato inizio della terapia. Tuttavia, alcuni pazienti a rischio intermedio o Binet B possono comunque essere seguiti senza terapia finché la malattia non diventa “attiva” (cioè progressiva o sintomatica). Inoltre, anche pazienti che inizialmente erano a basso rischio (Rai 0 o Binet A) possono nel tempo progredire fino ad arrivare ad aver bisogno di una terapia. 2a 

Per documentare che la malattia è “attiva” e pertanto meritevole di trattamento, serve che almeno uno dei criteri stabiliti dall’iwCLL sia presente. I criteri iwCLL includono caratteristiche come la comparsa o peggioramento di anemia e/o piastrinopenia, segni entrambi di progressivo coinvolgimento del midollo osseo, milza molto ingrandita o in rapido accrescimento , linfonodi molto grandi o in rapido accrescimento, linfociti in rapido aumento nel sangue, complicanze autoimmuni difficili da controllare (incluse anemia o piastrinopenia da autoimmunità poco responsive ai corticosteroidi), coinvolgimento di organi extranodali con sintomi o perdita di funzione (ad esempio pelle, reni, polmoni, colonna vertebrale) e comparsa di sintomi costituzionali come perdita di peso non intenzionale, febbre senza infezione e sudorazioni notturne profuse. 

Quando arriva il momento di iniziare il trattamento per la leucemia linfatica cronica, i medici hanno bisogno di raccogliere più informazioni sulla malattia, in modo da poter scegliere il trattamento più adatto ad ogni paziente. È di fondamentale importanza, per esempio, raccogliere informazioni sulle possibili anomalie genetiche e cromosomiche dei linfociti leucemici, perché alcune di esse possono influenzare la risposta al trattamento, come adr esempio, la presenza della mutazione TP53, l’assenza di mutazioni nel gene IGHV e una specifica anomalia cromosomica detta delezione 17p.3d,3g,3i,2e 

Prima di iniziare il trattamento si effettuano anche una serie di esami del sangue per valutare se il paziente sia stato infettato in passato da alcuni tipi di virus (come quelli dell’epatite B o C, dal citomegalovirus o dal’HIV). Infatti, questi virus potrebbero essere ancora presenti nel paziente in forma dormiente e potrebbero riattivarsi a causa delle terapie per la leucemia linfatica cronica.3f 

Infine, prima del trattamento, le linee guida ESMO raccomandano anche di effettuare una TC come esame di imaging. 3d,3h 

IT-14977

Bibliografia 

  1. Blood Cancer UK.Test after diagnosis. https://bloodcancer.org.uk/understanding-blood-cancer/leukaemia/chronic-lymphocytic-leukaemia-cll/cll-testing/cll-tests-after-diagnosis/ 
  2. American Cancer Society. Chronic Lymphocytic Leukemia Early Detection, Diagnosis, and Staging.https://www.cancer.org/content/dam/CRC/PDF/Public/8681.00.pdf 
  3. Eichhorst B, et al.Ann Oncol. 2021;32(1):23-33.