Quali sono le cause dell’insorgenza del linfoma mantellare?

Il linfoma mantellare è una forma di linfoma non Hodgkin molto rara. La sua rarità rende difficile capire quali sono i fattori che ne facilitano l’insorgenza. Tuttavia, sono state individuate diverse possibili cause di linfoma mantellare, che possono interagire tra loro per aumentare il rischio della malattia.1(a,b) 

Fattori di rischio non modificabili  

I fattori di rischio non modificabili sono quelle caratteristiche proprie di un individuo che aumentano le probabilità di sviluppare una malattia e che non possono essere cambiate

I fattori di rischio non modificabili del linfoma mantellare sono il sesso, l’età e l’etnia. È stato dimostrato, infatti, che i maschi hanno un rischio di sviluppare il linfoma mantellare più che doppio rispetto alle femmine. Inoltre, la malattia colpisce più di frequente le persone tra i 70 e i 79 anni rispetto a tutte le altre fasce di età. Infine, l’etnia caucasica è quella maggiormente a rischio di linfoma mantellare.2(a) 

Tra i fattori di rischio non modificabili di linfoma mantellare può essere annoverata anche la presenza di parenti stretti affetti da malattie oncologiche del sangue. È stato calcolato, infatti, che chi ha un familiare con una leucemia o un linfoma presenta un rischio di linfoma mantellare due volte più elevato della norma. Questo fenomeno può essere dovuto al fatto che gli appartenenti alla stessa famiglia spesso condividono le stesse mutazioni geniche associate a un maggior rischio di linfoma mantellare; una spiegazione alternativa è il fatto che, in genere, i parenti prossimi vivono insieme e possono essere esposti ai medesimi fattori di rischio ambientali di linfoma mantellare.1(g) 

Fattori di rischio legati allo stile di vita  

Finora non sono stati individuati fattori di rischio di linfoma mantellare legati allo stile di vita. Tuttavia, ciò può essere dovuto alla rarità del linfoma mantellare: le analisi statistiche effettuate su un numero ridotto di persone, infatti, non danno quasi mai risultati chiari. 

È importante, però, sottolineare come siano stati identificati diversi fattori di rischio associati allo sviluppo dei linfomi non Hodgkin, dei quali il linfoma mantellare fa parte. Tra questi ci sono il sovrappeso, il fumo e l’assunzione di alcol.1(c) 

Fattori di rischio legati alla professione 

È stato dimostrato che le persone che, per via del loro lavoro, sono esposte a pesticidi o a solventi (come il benzene, il toluene o lo xilene) presentano un maggior rischio di sviluppare linfomi delle cellule B, di cui il linfoma mantellare è un esempio. Tuttavia, anche in questo caso non esistono dati specifici sul linfoma mantellare.1(d) 

Infezioni che possono aumentare il rischio di linfoma mantellare 

È ormai noto che diverse infezioni virali aumentino il rischio di sviluppare linfomi non Hodgkin. Tra queste ci sono le infezioni dovute al virus Epstein-Barr, ai virus dell’epatite B e C, e al virus HHV-8. Tuttavia, non sono disponibili analisi specifiche per il linfoma mantellare e non si sa ancora se queste infezioni aumentino effettivamente il rischio della malattia.1(e) 

Sembra ormai certo, invece, che l’infezione causata dal batterio Borrelia burgdorferi (che provoca la malattia di Lyme) sia un fattore di rischio del linfoma mantellare, specie quando si manifesta sotto forma di un’infiammazione cronica della pelle detta acrodermatite atrofica. È stato dimostrato, infatti, che nelle persone infettate da questo batterio (anche se l’infezione è guarita perfettamente) il rischio di linfoma mantellare aumenta di 2-3 volte rispetto alla popolazione generale.1(e) 

Infine, il fatto che il linfoma mantellare interessi di frequente l’apparato gastrointestinale fa ipotizzare che il rischio di sviluppare questa malattia aumenti in seguito a infezioni che interessano questa parte dell’organismo o che danneggiano il microbiota intestinale.1(f) 

Fattori di rischio genetico di linfoma mantellare 

Quasi tutte le persone affette da linfoma mantellare presentano cellule B caratterizzate da una o più anomalie genetiche o cromosomiche.  

La più frequente tra queste anomalie (presente nella quasi totalità delle persone con linfoma mantellare) è la fusione di uno specifico frammento del cromosoma 11 con il cromosoma 14. Questa alterazione rende eccessivamente attivo il gene della ciclina D1 che, a sua volta, facilita la moltiplicazione incontrollata delle cellule B, portando allo sviluppo del linfoma mantellare.1(h) 

Oltre a questa diffusissima anomalia cromosomica, nelle cellule B delle persone con linfoma mantellare sono state individuate numerose altre alterazioni; quasi tutte interessano geni che regolano il ciclo vitale delle cellule o che sono responsabili della riparazione del DNA. Queste anomalie favoriscono la moltiplicazione incontrollata dei linfociti B e l’insorgenza di altre mutazioni geniche potenzialmente associate al linfoma mantellare.1(i) 

IT-15048

Bibliografia 

  1. WangY, et al. ExpertRev Hematol. 2014;7(2):233-43. 
  2. Zhou Y, et al.Cancer. 2008;113(4):791-8.