L’anemia è una comune conseguenza della leucemia linfatica cronica (LLC). Spesso viene trascurata e gestita direttamente dai pazienti senza consultare il proprio medico, utilizzando integratori alimentari .(1a) L’anemia associata alla LLC, però, spesso non è dovuta a carenze alimentari.(1b) In questo articolo vedremo quali sono le cause di anemia nel paziente con LLC e capiremo se un’alimentazione adeguata possa comunque aiutare a contrastarla.
L’anemia è una malattia del sangue caratterizzata dalla presenza di una quantità inferiore alla norma di emoglobina, una proteina contenuta nei globuli rossi. L’emoglobina è una molecola molto importante per la nostra salute, perché ha il compito di trasportare l’ossigeno a tutti i tessuti dell’organismo.(2a)
I livelli di emoglobina si misurano con un semplice esame del sangue: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità si definisce anemia un valore di emoglobina inferiore a 12 grammi per decilitro nelle donne e a 13,4 grammi per decilitro nell’uomo.(2b)
L’anemia non associata alla LLC ha numerose possibili cause: tra le più comuni vi sono la carenza di ferro o di vitamine del gruppo B, malattie ereditarie come la talassemia e l’uso di alcuni tipi di farmaci.(2c) Inoltre l’anemia può essere provocata da sanguinamenti prolungati, come in caso di un flusso mestruale abbondante o di emorragie occulte .(3ab)
I tipici sintomi dell’anemia sono:
È importante sottolineare, però, che l’anemia nelle persone con LLC si sviluppa molto lentamente e i suoi sintomi possono essere confusi con il normale peggioramento generale dello stato di salute dovuto all’essere affetti da una malattia cronica o dall’invecchiamento. Inoltre, quando è lieve, l’anemia è spesso asintomatica.(1d)
Non tutte le persone con LLC manifestano anemia, ma quando questa si verifica le cause possono essere diverse.
L’anemia può essere dovuta al fatto che il midollo osseo (ovvero il tessuto che produce continuamente i globuli rossi) nelle persone con LLC può non funzionare in modo efficiente, a causa della presenza al suo interno di un numero molto elevato di cellule leucemiche. Il risultato è che nel sangue il numero di globuli rossi diminuisce e con esso calano anche i livelli di emoglobina.(1b)
Alcuni farmaci utilizzati per il trattamento della LLC possono alterare temporaneamente il funzionamento del midollo osseo, portando anche in questo caso a una minore produzione di globuli rossi. (1b)
Nelle persone con LLC spesso si osserva un ingrandimento della milza (splenomegalia). Questo organo ha il compito di eliminare i globuli rossi al termine del loro ciclo vitale: quando le sue dimensioni sono eccessive, quindi, è possibile che svolga questo compito in modo troppo “efficiente”, facendo diminuire il numero di globuli rossi al di sotto della norma e provocando anemia.(1b)
La LLC è una malattia dei linfociti B, le cellule del sistema immunitario che hanno il compito di produrre anticorpi. I linfociti B leucemici, però, si comportano in modo anomalo e a volte producono anticorpi che attaccano e distruggono i globuli rossi del paziente. In questi casi si manifesta una particolare forma di anemia detta anemia emolitica autoimmune.(4a)
La cura dell’anemia in caso di LLC mira a risolvere le cause che l’hanno scatenata. Per esempio, se l’anemia è dovuta alla presenza di troppi linfociti leucemici nel midollo osseo o dall’ingrandimento della milza è necessario trattare la LLC stessa, per ridurre il numero delle cellule neoplastiche. Le forme di anemia autoimmuni, infine, vengono in genere trattate con farmaci immunosoppressivi.(1e)
Sebbene le carenze nutrizionali non siano tra le cause principali di anemia nelle persone con LLC, non è raro riscontrare nel sangue di questi pazienti un basso livello di ferro, folati e vitamina B12.(1f) Queste sostanze sono essenziali per la produzione di globuli rossi e di emoglobina e, per questo, la loro carenza può causare anemia.(1b) È importante, quindi, assumerne un’adeguata quantità attraverso l’alimentazione.
Ogni giorno, per esempio, abbiamo bisogno di assumere 10-12 milligrammi di ferro, scegliendo alimenti che ne siano ricchi, per esempio, carne, fegato, pesce, tuorlo d’uovo, legumi, funghi secchi, frutta secca, cereali integrali e farina di soia.(5a) L’uso di integratori a base di ferro dovrebbe invece essere discusso con il proprio medico, poiché il loro abuso può essere dannoso.(5e)
L’assunzione giornaliera raccomandata di folati, invece, è di 0,4 mg/die. Per raggiungere questo livello è necessario consumare spesso alimenti ricchi di questa sostanza, come verdura a foglie larghe (spinaci, lattuga), broccoli, asparagi, legumi, kiwi, fragole o arance.(6a)
Infine, una dieta varia che includa carne, pesce e latticini è sufficiente per soddisfare anche il fabbisogno di vitamina B12. Possono essere a rischio di deficit di questa sostanza i vegani o chi mangia troppo poco (come a volte succede agli anziani). In tal caso l’opzione migliore è discutere con il proprio medico l’assunzione di un eventuale integratore mirato.(2d)
Bibliografia