Il linfoma mantellare (MCL) può manifestarsi in modo variabile: nella maggior parte dei casi ha un decorso aggressivo,
ma può anche presentarsi in forme più indolenti.1
Infatti, in una quota minoritaria di casi, pari a circa il 10-20%, il MCL può avere un decorso più lento, con forme nodali o extranodali poco sintomatiche che non richiedono necessariamente un trattamento immediato.2 In questi casi, l’approccio standard prevede di monitorare la situazione senza somministrare alcuna terapia.2
Nella maggior parte dei pazienti, invece, circa il 70-80%, la malattia si presenta con linfoadenopatie sintomatiche
o con manifestazioni extranodali che richiedono una valutazione clinica accurata e, quando indicato, l’avvio di una terapia sistemica.2
Tra i segni e sintomi più comuni del MCL rientrano:
Il sintomo più frequente del MCL è la linfoadenopatia, ovvero la comparsa di uno o più rigonfiamenti non dolorosi dovuti all’ingrossamento dei linfonodi.3
Le sedi in cui questi rigonfiamenti si osservano più spesso sono il collo, le ascelle e l’inguine.3
Oltre ai linfonodi ingrossati, alcuni pazienti possono presentare sintomi sistemici, spesso indicati come sintomi B.3
Fanno parte di questo gruppo sudorazioni notturne abbondanti, febbre che compare e scompare senza una causa evidente – generalmente inferiore a 38 °C – e perdita di peso non intenzionale superiore al 10% del proprio peso corporeo in un periodo di sei mesi o meno.2
La valutazione clinica dei pazienti con MCL tiene conto della presenza o assenza dei sintomi B – oltre a comprendere l’anamnesi, la visita medica, una valutazione dello stato generale di salute e delle eventuali comorbilità del paziente.2
Per questo è utile riferire al medico questi disturbi apparentemente aspecifici e non direttamente collegati ai linfonodi.3
Il MCL viene spesso diagnosticato quando la malattia è già diffusa e coinvolge, oltre ai linfonodi, anche altre sedi.3
Si parla infatti di manifestazioni extranodali quando le cellule del MCL si localizzano in organi o tessuti diversi dai linfonodi.2 Le sedi più frequentemente coinvolte includono il tratto gastrointestinale, la milza e il midollo osseo, e talvolta, anche se raro, reni e sistema nervoso centrale.2
Le manifestazioni extranodali più comuni includono:
disturbi addominali o intestinali, come dolore alla pancia, diarrea o nausea, quando il linfoma interessa il tratto gastrointestinale3
senso di sazietà precoce o fastidio dietro le costole, che possono comparire se la milza aumenta di volume (splenomegalia)3
anemia, maggiore facilità nella formazione di lividi, sanguinamenti e/o altre alterazioni dell’emocromo, che possono essere legati al coinvolgimento del midollo osseo.3
Nel complesso, i sintomi più comuni del MCL comprendono linfoadenopatie indolori, sintomi B e manifestazioni extranodali che cambiano a seconda della sede coinvolta.1 In molti individui questi segni possono comparire insieme, solitamente con linfoadenopatia associata a febbre, sudorazioni notturne o disturbi addominali.1
È importante riferire tutti i sintomi al medico.3 Mettere insieme questi elementi aiuta infatti ad avere un quadro completo della malattia e a orientare gli accertamenti successivi.2