La leucemia linfatica cronica (CLL) colpisce soprattutto persone in età avanzata, con un’età alla diagnosi di circa 70 anni.¹
Per questo motivo, accanto alla leucemia possono coesistere altre condizioni di salute – le cosiddette comorbilità – che hanno un ruolo importante nella gestione complessiva del paziente.¹

Una valutazione attenta di questi aspetti aiuta il medico a scegliere la terapia più adatta per ridurre il rischio di effetti indesiderati legati al trattamento.¹

Comorbilità cardiovascolari e metaboliche: ipertensione, fibrillazione atriale, diabete

Nella popolazione anziana, le malattie cardiovascolari sono particolarmente frequenti, con circa un terzo dei pazienti con CLL che presenta una patologia cardiovascolare significativa già al momento della diagnosi o dell’inizio della terapia.1

Alcune terapie target orali appartenenti alla classe degli inibitori di BTK possono aumentare il rischio di eventi cardiovascolari, soprattutto nelle persone che hanno già problemi cardiaci o circolatori.1 Tra gli eventi più frequentemente associati a questa classe di farmaci si segnalano:2

  • ipertensione arteriosa;
  • fibrillazione atriale e altre aritmie;
  • aumento del rischio di sanguinamento;
  • più raramente, lo scompenso cardiaco.

La fibrillazione atriale, in particolare, è una complicanza frequente nei pazienti più anziani con CLL e può richiedere l’avvio di una terapia anticoagulante.2 Anche lo sviluppo o il peggioramento dell’ipertensione durante il trattamento è un aspetto da monitorare con attenzione, perché può aumentare il rischio di altri eventi cardiaci.1

Per questo, la presenza di problemi cardiovascolari o metabolici, come il diabete, richiede una gestione attenta e continuativa, soprattutto quando si inizia o si modifica una terapia.1

Maggiore rischio di infezioni e rischio di secondi tumori

Le persone con CLL hanno un rischio aumentato di infezioni, dovuto a diversi fattori: l’alterazione delle difese immunitarie causata dalla malattia, la riduzione delle immunoglobuline circolanti (la cosiddetta ipogammaglobulinemia) e una ridotta efficacia delle cellule del sistema immunitario.1 Nelle persone con CLL sintomatica, le infezioni gravi sono frequenti e il rischio può aumentare ulteriormente con alcune terapie target.1

Un’altra sfida importante nella gestione a lungo termine del paziente con CLL è il maggior rischio di sviluppare un secondo tumore nel lungo periodo. Uno studio di popolazione ha mostrato che le persone con CLL hanno un rischio circa 63% più elevato di sviluppare un secondo tumore rispetto a persone della stessa età e dello stesso sesso senza CLL.1 In un ampio studio internazionale su quasi 20.000 pazienti, circa il 21% ha sviluppato un secondo tumore nel corso della malattia.1

Tra i secondi tumori più frequenti si osservano carcinomi della pelle non-melanoma, melanoma, tumore della prostata, del colon-retto, della mammella.

Cosa si può fare nella quotidianità: prevenzione e stili di vita

La gestione della CLL nel lungo periodo non riguarda solo la leucemia, ma anche un monitoraggio attento delle comorbilità e un percorso di prevenzione personalizzato.1 Per questo è importante un approccio multidisciplinare, in cui l’ematologo collabora con il medico di medicina generale e con altri specialisti, come cardiologo, infettivologo o psicologo quando necessario.1

Tra le strategie più utili rientrano:1

  • Vaccinazioni: le linee guida raccomandano fortemente la vaccinazione antinfluenzale annuale, quelle contro lo pneumococco, COVID-19 e herpes zoster, utilizzando vaccini inattivati. Quando possibile, è preferibile effettuarle prima dell’inizio della terapia per la CLL.
  • Screening oncologici periodici: sono importanti, in particolare, le visite dermatologiche annuali per la cute, e gli screening raccomandati in base a età e sesso (colon-retto, mammella, cervice uterina, prostata, polmone per i fumatori).
  • Gestione attiva del rischio cardiovascolare: comprende il monitoraggio della pressione arteriosa, del ritmo cardiaco, del colesterolo e della glicemia, con il supporto del medico generale o del cardiologo.
  • Stili di vita salutari: seguire un’alimentazione equilibrata, svolgere attività fisica regolare, non fumare e mantenere un adeguato apporto di calcio e vitamina D può contribuire al benessere generale.1

Una sorveglianza regolare delle altre condizioni di salute, insieme a strategie preventive e interventi personalizzati, è parte integrante della presa in carico a lungo termine e può contribuire a migliorare sia la sopravvivenza sia la qualità di vita delle persone con CLL.1

Fonti

  1. Molica S, Allsup D. Chronic Lymphocytic Leukemia Care and Beyond: Navigating the Needs of Long-Term Survivors. Cancers. 2025;17(1):119.
  2. Hallek M. Chronic Lymphocytic Leukemia: 2025 Update on the Epidemiology, Pathogenesis, Diagnosis, and Therapy. Am J Hematol. 2025;100:450-480.