Cosa significa "monitoraggio attivo" e perché viene proposto
Nella leucemia linfatica cronica (CLL) non sempre è necessario iniziare subito una terapia. Se la malattia è in fase iniziale, non causa sintomi e/o non mostra segni di progressione, il medico può proporre il cosiddetto monitoraggio attivo1
(in passato definito anche, watch and wait).
Il monitoraggio attivo consiste in un controllo regolare della malattia senza iniziare subito un trattamento.2 Non si tratta quindi di “non fare nulla”, ma di una scelta clinica precisa, basata su evidenze scientifiche. 3
Nelle persone con CLL in fase iniziale e senza sintomi, gli studi non hanno mostrato un vantaggio nel cominciare la terapia prima che ce ne sia realmente bisogno.3 Iniziare il trattamento troppo presto, invece, può esporre a effetti indesiderati senza offrire benefici dimostrati.3
Le linee guida internazionali più recenti confermano l’approccio “watch and wait”, raccomandando di monitorare senza terapia i pazienti con malattia in fase iniziale e senza sintomi, a meno che non emergano segni di rapida progressione.4
Più studi controllati, infatti, non hanno mostrato alcun beneficio in termini di sopravvivenza nell’iniziare precocemente la terapia rispetto alla sola osservazione attenta.4 Per questo motivo, oggi il monitoraggio attivo è considerato l’approccio standard per la maggior parte delle persone con CLL in fase iniziale e asintomatica.3
Come si svolge concretamente il monitoraggio attivo
Durante il monitoraggio attivo sono generalmente previsti controlli periodici, in genere a distanza di alcuni mesi gli uni dagli altri.¹ Questi appuntamenti permettono all’équipe medica di seguire l’andamento della malattia e di capire se e quando sia necessario iniziare una terapia.³
Di solito, il monitoraggio comprende:
Tra gli aspetti osservati con maggiore attenzione ci sono:4
- aumento rapido del numero dei linfociti nel sangue,
- ingrossamento della milza o dei linfonodi,
- comparsa di sintomi come febbre, infezioni, sudorazioni notturne abbondanti, perdita di peso non intenzionale o stanchezza importante.
Se durante i controlli compaiono segnali di progressione o sintomi legati alla malattia, il medico può decidere di avviare il trattamento.3
Questa fase può essere utile anche per prendersi cura della propria salute generale, ad esempio smettendo di fumare, mantenendo uno stile di vita sano e seguendo le vaccinazioni raccomandate.3
Come vivere serenamente questa fase dal punto di vista emotivo
Ricevere una diagnosi di tumore e sentirsi dire che non serve iniziare subito una terapia può essere difficile da accettare.
È normale provare ansia, incertezza o sentirsi disorientati.3
Parlare apertamente con l’équipe curante può aiutare a capire meglio il senso di questa scelta e a vivere con maggiore serenità il periodo di osservazione.3 Anche chiedere chiarimenti sui controlli, sui risultati degli esami e sui segnali da tenere sotto osservazione può far sentire più preparati.1
Per molte persone è utile anche il supporto di familiari e amici, così come il confronto con altre persone che vivono la stessa esperienza attraverso gruppi di supporto.1
Con il tempo, spesso si trova un modo personale per gestire meglio l’incertezza e affrontare questa fase con maggiore consapevolezza.1