Il periodo di comporto considera il totale delle assenze per malattia effettuate da un lavoratore dipendente. 1
Il periodo di comporto, pertanto, garantisce al lavoratore assente per malattia e infortunio la conservazione del posto di lavoro per una durata e con criteri di determinazione stabiliti dalla legge o dalla contrattazione collettiva. 2
Il licenziamento determinato dal perdurare dell’assenza del lavoratore dal luogo di lavoro, dopo la fine del periodo di comporto, costituisce una forma autonoma e speciale di recesso del datore di lavoro. 2
È previsto un unico periodo di comporto entro il quale devono essere computate sia le assenze per malattia che per infortunio, ma la contrattazione collettiva può stabilire criteri diversi e più favorevoli come l’adozione di differenti termini di comporto per le assenze per malattia e per quelle da infortunio. 2
L’agoaspirato è un tipo di biopsia: con un ago sottile viene aspirato un campione di tessuto o di fluido nell’area corporea in cui il medico ha evidenziato delle anomalie. 1
Il materiale raccolto con l’agoaspirato è utile per diagnosticare o escludere la presenza di cancro. 1
In genere l’agoaspirato viene eseguito su cisti, noduli e linfonodi ingrossati. 1
Le sedi più comuni dell’agoaspirato sono mammella, tiroide e linfonodi di collo, inguine, ascelle: in questi casi la procedura si effettua attraverso la cute. 1
L’agoaspirato può essere eseguito anche durante le procedure endoscopiche addominali o respiratorie quando il medico individua delle alterazioni sospette. 1
La procedura è considerata sicura e le complicanze sono rare. 1
Le CAR-T (Chimeric Antigen Receptor T-cell therapies) rientrano nella categoria delle immunoterapie chiamate “terapie a trasferimento delle cellule T”. 1
Questo tipo di immunoterapia si serve di linfociti T (un tipo di globuli bianchi) modificati in laboratorio in modo da trovare e distruggere le cellule tumorali. 2
L’utilizzo delle CAR-T può essere molto utile nel trattamento di alcuni tipi di cancro, anche in caso di fallimento da parte di trattamenti precedenti. 2
Come funzionano?
Le CAR-T sono progettate per consentire alle cellule T di aderire a proteine specifiche sulla superficie delle cellule tumorali, migliorando così la loro capacità di attaccare il tumore. 1
L’immunoterapia è un tipo di trattamento antitumorale che induce/stimola il sistema immunitario dell’organismo a combattere contro il tumore. Per via del suo particolare meccanismo d’azione, l’immunoterapia rientra a far parte di quelle terapie che comunemente vengono definite terapie biologiche. 1
Queste ultime, infatti, per trattare i tumori si servono di sostanze naturalmente presenti all’interno dell’organismo e che fanno parte del sistema immunitario.
Come parte della sua normale funzione, il sistema immunitario rileva e distrugge le cellule anormali e, molto probabilmente, previene o frena la crescita di molti tumori. 1
Quali sono le immunoterapie principalmente utilizzate in oncologia? 1
✓ Inibitori dei checkpoint immunitari
✓ Terapie di trasferimento delle cellule T
✓ Anticorpi monoclonali
✓ Vaccini terapeutici (anticancro)
✓ Modulatori del sistema immunitario
I pazienti con patologie ematologiche tra cui la leucemia linfatica cronica hanno solitamente diritto al riconoscimento dello status di invalido civile (legge 104/1992) che permette di accedere alle misure di assistenza economica (pensioni, assegni, indennità), e non economica (assistenza sanitaria, agevolazioni sul lavoro, ecc.), secondo i principi della Costituzione italiana. 1
In presenza di disabilità grave, la legge 104/1992 è rivolta anche a chi presta assistenza riconoscendo il diritto a 3 giorni di permesso dal lavoro ogni mese, frazionabili in ore. 2
La proteina BTK, o tirosin-chinasi di Bruton, svolge un ruolo chiave nei processi di differenziazione (maturazione), proliferazione e sopravvivenza dei linfociti B. 1
Il suo corretto funzionamento è quindi fondamentale per la stabilità di tali cellule. 1
BTK risulta iperattivata in diverse forme tumorali che colpiscono le cellule ematiche B. 1
La proteina BTK rappresenta quindi un bersaglio chiave per le cure di queste forme tumorali, tra cui la leucemia linfatica cronica. 2
L’ibridazione fluorescente in situ (o FISH, dall’acronimo inglese di Fluorescent In Situ Hybridization) è una tecnica di laboratorio utilizzata per analizzare specifiche sequenze di DNA in un cromosoma. 1
Per questa analisi vengono impiegati piccoli frammenti di DNA a singola catena, marcati con una sostanza fluorescente, chiamati sonde, che servono a identificare il corrispondente frammento di DNA presente nelle cellule tumorali. Queste “sonde”, infatti, si legano alla porzione di DNA a loro complementare presente nei cromosomi delle cellule tumorali e, se esposti alla luce fluorescente, sono chiaramente visibili, evidenziando eventuali anomalie cromosomiche. 2
La FISH ha diversi campi di applicazione, tra cui la diagnosi delle patologie oncologiche. 2
Le cellule tumorali, che si comportano in modo atipico e crescono in modo incontrollato, possono infatti presentare diverse anomalie dal punto di vista genetico. 2
Identificare queste anomalie aiuta i medici a capire che tipo di tumore si sta sviluppando e quindi a scegliere la cura più indicata. 2
Per un paziente con leucemia linfatica cronica, effettuare un test FISH richiede un semplice prelievo di sangue. 3 La mutazione più importante che viene ricercata è la delezione del gene TP53, che si trova in una porzione del cromosoma 17.Pazienti che presentano questa mutazione nelle cellule tumorali solitamente non traggono beneficio dalla chemioterapia standard e può essere quindi necessario ricorrere ad altre cure mirate. 3
I sistemi BINET e RAI sono i due diversi metodi utilizzati per effettuare la stadiazione della leucemia linfatica cronica. 1
La stadiazione del tumore permette di capire quanto la malattia è diffusa ed è utile per definire le prospettive dei pazienti (prognosi) e per scegliere la cura. 1
La maggioranza dei tumori viene stadiata in base alle dimensioni e alla diffusione della malattia, ma nel caso della leucemia linfatica cronica, che colpisce il midollo osseo e il sangue e che può diffondersi a diversi organi, 1 la stadiazione si basa sulla valutazione fisica del paziente e sugli esami di laboratorio standard, mentre non sono necessari esami di imaging. 2
Le stadiazioni BINET e RAI si basano sul coinvolgimento degli organi linfoidi e sulla presenza/assenza di riduzione delle cellule del sangue. 1
La stadiazione BINET suddivide la leucemia linfatica cronica in 3 gruppi, la RAI in 5 gruppi. 1
I farmaci a bersaglio molecolare sono un tipo di trattamento antitumorale diretto contro specifiche proteine coinvolte nella crescita e nella sopravvivenza delle cellule tumorali. 1
In particolare, i farmaci a bersaglio molecolare possono agire in differenti modi: 1
I farmaci a bersaglio molecolare si suddividono in: 2
Gli anticorpi monoclonali sono proteine sintetizzate in laboratorio che agiscono come sostituti degli anticorpi prodotti dal nostro organismo. 1
Possono essere impiegati per la diagnosi e il trattamento di molte patologie, tra cui alcuni tipi di tumore. 2
In particolare, la loro azione antitumorale si esplica in diversi modi: 1
Si tratta di una cellula del sistema immunitario che fa parte dei globuli bianchi insieme a monociti, neutrofili, basofili, eosinofili e macrofagi. 1
Viene prodotto nel midollo osseo e si trova nel sangue e nei tessuti linfatici. 1
Esistono 2 tipi di linfocita, il linfocita B, responsabile della produzione di anticorpi1, e il linfocita T, che a sua volta si differenzia in: 2
Alcuni dei pazienti con leucemia linfatica cronica non hanno bisogno di ricevere un trattamento immediato, per cui si parla di “watch and wait”, ovvero “osservazione attenta o letteralmente «osserva e aspetta”. 1
Questo approccio prevede che la leucemia linfatica cronica venga tenuta «sotto osservazione» eseguendo controlli periodici, che comprendono esami del sangue e visite specialistiche per monitorare il numero dei linfociti, l’eventuale ingrossamento di milza e linfonodi e l’eventuale comparsa di altri segni della malattia. 1