Che cosa significa “qualità di vita” nella CLL

Quando si parla di qualità di vita non ci si riferisce solo alla salute fisica. Nella leucemia linfatica cronica (CLL), la qualità di vita comprende anche il benessere emotivo, le relazioni sociali, il lavoro, le attività quotidiane e il modo in cui la persona vive la malattia.

La CLL può influire sulla vita di tutti i giorni in modi diversi. In alcune persone possono comparire sintomi o problemi legati alla malattia, come stanchezza, anemia, infezioni più frequenti o ingrossamento dei linfonodi. Anche l’impatto emotivo della diagnosi, l’incertezza sul decorso della malattia e l’eventuale necessità di iniziare una terapia possono pesare sul benessere quotidiano.1

Per questo, nella CLL, prendersi cura della qualità di vita è una parte importante del percorso assistenziale, insieme al monitoraggio e al controllo della malattia. Oggi, infatti, molte persone convivono con la CLL per lunghi periodi e possono avere bisogni che cambiano nel tempo.1

Alcune persone con CLL riferiscono difficoltà in diversi ambiti della qualità di vita, per esempio nella sfera fisica, emotiva o sociale. Questo può accadere sia durante il trattamento sia nelle fasi in cui la malattia non richiede ancora una terapia. L’esperienza, però, non è uguale per tutti: i bisogni e le difficoltà possono variare molto da persona a persona.2

Gli effetti indesiderati dei trattamenti: cosa sapere

Ogni trattamento per la CLL può avere benefici ma anche effetti indesiderati, che variano in base al tipo di terapia usata, alle condizioni generali della persona e alla risposta individuale. Conoscere in anticipo i possibili effetti collaterali può aiutare a riconoscerli e a parlarne tempestivamente con il team curante.3

È importante, però, evitare generalizzazioni troppo rigide. Non tutte le persone hanno gli stessi disturbi, e non tutti i trattamenti usati nella CLL causano gli stessi effetti indesiderati.3

Le terapie target, per esempio, possono essere associate ad alcuni effetti collaterali che dipendono dal farmaco utilizzato. In alcuni casi possono comparire diarrea, stanchezza, alterazioni degli esami del sangue, maggiore rischio di infezioni, aumento della pressione arteriosa, sanguinamenti o disturbi del ritmo cardiaco. Alcuni effetti sono più frequenti con determinati farmaci e meno con altri, quindi è importante riferirsi sempre alle indicazioni del proprio ematologo curante.3

La chemioterapia, oggi meno usata rispetto al passato in molte persone con CLL, può causare effetti come nausea, stanchezza, calo delle cellule del sangue, maggiore rischio di infezioni e, con alcuni schemi, anche perdita dei capelli.3

Le terapie con anticorpi monoclonali possono provocare soprattutto reazioni durante o dopo la somministrazione, come febbre, brividi, pressione bassa, nausea o malessere generale. Anche in questo caso, il tipo e la frequenza degli effetti dipendono dal farmaco utilizzato e variano da paziente a paziente.3

Il trapianto di cellule staminali emopoietiche viene riservato solo a situazioni selezionate ed è molto meno comune nel trattamento della CLL rispetto ad altre malattie ematologiche.3

Anche la radioterapia non fa parte del trattamento abituale della CLL, ma può essere usata in casi particolari. Quando viene impiegata, gli effetti collaterali dipendono soprattutto dalla zona trattata.3

In molti casi, una terapia efficace può migliorare alcuni sintomi legati alla malattia, per esempio la stanchezza dovuta ad anemia o ad altri fattori associati alla CLL. Allo stesso tempo, però, le terapie possono avere effetti indesiderati che incidono sulla qualità di vita. Per questo il team curante valuta sempre con attenzione il rapporto tra benefici attesi e possibili rischi.3

L’impatto sulla vita quotidiana

Iniziare una terapia può significare dover cambiare alcune abitudini: programmare visite ed esami, gestire appuntamenti, fare attenzione a nuovi sintomi o affrontare eventuali effetti collaterali. Tutto questo può avere un impatto pratico, fisico ed emotivo.3

È normale sentirsi più preoccupati, stanchi o vulnerabili in alcuni momenti del percorso. Parlare apertamente con il medico e con le persone di fiducia può aiutare a gestire meglio queste fasi. Anche il supporto di familiari, caregiver, psicologi o gruppi di supporto può essere utile per sentirsi meno soli.3

Mantenere, quando possibile, i contatti con amici e familiari e continuare alcune attività abituali può aiutare a preservare un senso di equilibrio e continuità nella vita quotidiana.3

Fatigue: un sintomo frequente da non sottovalutare

La fatigue è una sensazione di stanchezza intensa e persistente che non sempre migliora con il riposo. Nella CLL è un sintomo frequente e può dipendere da cause diverse, per esempio dalla malattia stessa, dall’anemia, da infezioni, da disturbi del sonno, dallo stress emotivo o dai trattamenti.2

Proprio perché può avere molte cause, è importante parlarne con il medico. Valutare da cosa dipende la fatigue aiuta a trovare le strategie più adatte per affrontarla.2

In alcuni casi possono essere utili piccoli accorgimenti quotidiani, come distribuire meglio le attività durante la giornata, concedersi pause regolari, curare il sonno e mantenere, se possibile e su indicazione del medico, un livello di attività fisica adeguato alle proprie condizioni. Anche un movimento leggero e regolare può aiutare alcune persone a sentirsi meglio.3

La cosa più importante è non pensare che la stanchezza sia qualcosa da sopportare in silenzio. Se la fatigue limita le attività quotidiane o peggiora nel tempo, è bene segnalarlo al team curante, così da valutare insieme come intervenire.3

È importante non affrontare tutto da soli: condividere con il medico curante sintomi, dubbi e difficoltà quotidiane aiuta a individuare insieme il percorso di supporto più adatto, in base ai bisogni e alla vita di ogni persona.3

Fonti

  1. Zent CS. Improving quality of life in chronic lymphocytic leukemia. Leuk Lymphoma. 2012;53(7):1247-1248.
  2. Waweru C, et al. Health-related quality of life and economic burden of chronic lymphocytic leukemia in the era of novel targeted agents. Curr Med Res Opin. 2020;36(9):1481-1495.
  3. Mayo Clinic. Chronic lymphocytic leukemia – Diagnosis and treatment. Disponibile al link: https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/chronic-lymphocytic-leukemia/diagnosis-treatment/drc-20352433